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Risparmio energetico: come abbassare i costi in bolletta

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Risparmiare sull’energia elettrica è ormai diventata la priorità di molte famiglie, in costante lotta con le tante voci di spesa che mensilmente affollano i loro bilanci. Le continue oscillazioni dei prezzi delle materie prime rappresentano una delle principali cause alle base degli aumenti, a cui si aggiungono gli effetti derivanti da una cattiva gestione delle risorse energetiche, che spesso avviene proprio tra le mura domestiche. Tuttavia, ridurre i consumi senza modificare le proprie esigenze e stili di vita è possibile, basta solo seguire alcuni semplici consigli. Vediamo di cosa si tratta.

Risparmio energetico: la scelta delle tariffe

Per ridurre i consumi di energia elettrica della propria abitazione occorre adottare una vera strategia, che sia in grado di agire allo stesso tempo su più fronti. In casi del genere, è possibile che la prima variazione possa riguardare proprio la scelta della tariffa per l’energia elettrica, che dovrà essere sempre in linea con le proprie abitudini di consumo. Ad esempio, la scelta di una tariffa con opzione monoraria o bioraria potrebbe già garantire un significativo risparmio, grazie alla possibilità di concentrare i consumi nelle fasce orarie in più vantaggiose. Le tariffe di questo tipo sono davvero tantissime e fanno ormai parte dell’offerta della maggior parte delle compagnie energetiche, con il rischio di disorientare gli utenti più indecisi.

Risparmio energetico: uso degli elettrodomestici

La casa è senza dubbio il luogo in cui sono presenti più dispositivi elettronici. Gli elettrodomestici, ad esempio, assorbono una grande quantità di energia e possono anche provocare un’enorme spreco se gestiti in modo poco attento e irrazionale. Nel caso della lavatrice e lavastoviglie, bisognerebbe azionarle solo a pieno carico, nelle giuste fasce orarie, prediligendo i lavaggi a basse temperature.

Risparmio energetico: attenzione alla modalità stand-by

Un altro errore ricorrente è quello di lasciare i dispositivi in modalità stand-by, anche quando non sono utilizzati. Un vero spreco, se si pensa che continuano ad assorbire energia, seppur in minore quantità. Anche la classe energetica rappresenta un ottimo indicatore da prendere in considerazione soprattutto in fase di acquisto. L’etichetta energetica, diventata obbligatoria dal 1992 con la direttiva 92/75/CEE, ha infatti introdotto l’obbligo di applicare questi documenti ai principali elettrodomestici. Acquistare dispositivi appartenenti alle classi energetiche più elevate (A, A+, A++ e A+++) richiede senza dubbio un investimento iniziale maggiore, ma garantisce ottime prospettive di risparmio nel corso del tempo.

Risparmio energetico: sistema di illuminazione

La scelta di un sistema di illuminazione obsoleto e non conforme alle recenti direttive in materia di risparmio energetico potrebbe essere un’altra criticità. Sostituire le vecchie lampadine a incandescenza con quelle a Led potrebbe essere sufficiente a far scendere i costi di illuminazione dell’80%, senza comprometterne le prestazioni. Oltre un consumo limitato, le lampadine a Led garantiscono una maggiore durata nel tempo rispetto ai sistemi tradizionali. Unico limite: i costi d’acquisto più elevati, ma anche in questo caso ricompensati dal maggiore risparmio energetico garantito. Anche per l’utilizzo degli impianti di illuminazione domestici vale la regola della gestione attenta e razionale. Tenere le luci accese solo quando occorre dovrebbe essere una regola da tenere sempre a mente, e non solo quando ci si trova nella propria abitazione.

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